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silenzio |
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May 24 all'anima...è domenica. non si dice quasi mai con felicità "è domenica". si è stanchi dalla nottata del sabato e ci si prepara ad un ennesimo odioso lunedì. ma quando non si sa cosa scrivere "è domenica" può essere già qualcosa. sono le 7 del mattino e sono sveglio già da un paio d'ore. questo mi ha permesso di ripassare alcuni repertori importanti. adesso sono arenato su anime salve. ma, mi chiedo, le anime salve quali sono? no, perché devono avere un requisito fondamentale. devono essere anime. chi è che ha un'anima? non so. non so rispondere e sono più confuso di quello che sto scrivendo, quindi è già un successo. forse hanno ragione 'sti due, l'anima è un bell'inganno. ho sentito la presenza di un'anima a volte. a volte magari c'era ma ero io a non percepirla. a volte ho creduto di vederla, ma era solo il rumore dell'aspirapolvere. mi accorgo che più volte scrivo anima, più questa perde di fascino. forse allora non bisogna citarla e perfino eccitarla. lasciamola lì. non usiamola. la parola. oppure adoperiamola solo per scandalizzarci della società per poi non fare assolutamente nulla, non muovere un solo dito. tanto l'anima l'abbiamo scossa, ormai. dovere assolto. io la uso tanto bene per parlare, ma la chiudo in soffitta quando dovrei farla urlare. non credo che l'anima esista. ma ce ne sarebbe bisogno. dov'è l'ufficio brevetti? ...che m'è venuta un'idea. da dentro.
p. s. un giorno penseremo pure a salvarla. April 26 pariognuno di noi aveva indiscutibilmente ragione su una cosa. una a testa. e in fondo mi va pure bene che sia andata così. anche se, potendo scegliere e col senno di poi, forse preferirei che entrambi ci fossimo sbagliati. va bene così.
no che non va bene così. March 28 un po' di misticismoquel che vedo di dio sono immagini sfocate. quel che sento di dio sono parole sussurrate che quasi nemmeno percepisco.
forse sono io che sono messo al posto sbagliato. forse è come al cinema, quando ti capita la sfortuna di avere quello più alto che c'è in sala proprio davanti a te che ti impalla inesorabilmente. basterebbe cambiare posto... ma magari sarebbe lo stesso. oppure lo spettacolo è proprio così. per intuizione, per immaginazione. o per illusione?
quel che so di dio è che non è dicendo che c'è che esiste davvero. February 07 la collinasono arrivato fin qui con le mie gambe, perso l'autobus, persi i taxi, sempre in salita. un piede avanti all'altro, è così che faccio. non mi inquieta la collina di cui non vedo fine. erba sul ciglio della strada, un albero che fa risuonare le foglie nere. e allora? più cammino, più mi allontano da tutto. un piede avanti all'altro. passano le ore. un piede avanti all'altro. passano gli anni. i colori dell'arrivo sbiadiscono. è così che faccio. mark strand
una delle più belle poesie che io abbia letto nell'ultimo periodo. riesce a sintetizzare tutto quello che sento. sensazioni e convinzioni. la prima frase è quella che mi folgora ogni volta che la leggo. ovunque io sia ci sono arrivato con le mie gambe e che sia merito o distrazione o caso o una strada trovata cercandone un'altra, è sempre con le mie gambe che ci sono arrivato. è così che faccio.
... non mi inquieta la collina di cui non vedo la fine. February 06 robin e la cicatricevorrei che queste parole non le leggesse nessuno, ma voglio lasciare un segno su questo blog. andiamo al dunque. oggi abbiamo dovuto sopprimere robin (femmina, a dispetto del nome). le scene di una vita vissuta insieme sono più forti di quell'ago che è stato il suo punto e basta. e come per tante altre cose, anche se alla fine è il dolore quello che resta, rimangono pure, intensi allo stesso modo, i giochi, le corse, lei dentro lo zaino quando con cinzia l'abbiamo "trovata", i campeggi tutti insieme, le passeggiate la sera, il vomito nella macchina di giovanni (no, quello materialmente è andato via!) e veramente tanto altro.ma una cosa ho notato una cosa oggi. sulla mano destra ho una cicatrice di un morso di robin. non era un morso cattivo, la rimproveravo e si è sentita minacciata. aveva paura e ha ragito. poteva staccarmi una mano, ho un segno quasi invisibile. ma ho un segno, una cicatrice appunto. e sono le cicatrici che lasciano i segni ed è un bene che ci siano. ci ricordano che abbiamo lottato per qualche cosa. i graffi passano e si dimenticano. ma se la pelle si lacera per amore, per rabbia, per stupidità allora è bene non dimenticarlo.
nessun risultato si ottiene senza dolore. ma non sempre col dolore si ottengono risultati.
un'altra cosa. oggi ho capito che robin era una mia amica. e lo è sempre stata. è ancora qui, come tutti i veri amici. January 30 cose da non farenon bisognerebbe mai scrivere niente quando si hanno in testa tante idee. infatti... approfitto del momento per scrivere. niente.
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