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    June 19

    un foglio bianco

    non più.
    May 24

    all'anima...

    è domenica. non si dice quasi mai con felicità "è domenica". si è stanchi dalla nottata del sabato e ci si prepara ad un ennesimo odioso lunedì. ma quando non si sa cosa scrivere "è domenica" può essere già qualcosa. sono le 7 del mattino e sono sveglio già da un paio d'ore. questo mi ha permesso di ripassare alcuni repertori importanti. adesso sono arenato su anime salve. ma, mi chiedo, le anime salve quali sono? no, perché devono avere un requisito fondamentale. devono essere anime. chi è che ha un'anima? non so. non so rispondere e sono più confuso di quello che sto scrivendo, quindi è già un successo. forse hanno ragione 'sti due, l'anima è un bell'inganno.

    ho sentito la presenza di un'anima a volte. a volte magari c'era ma ero io a non percepirla. a volte ho creduto di vederla, ma era solo il rumore dell'aspirapolvere. mi accorgo che più volte scrivo anima, più questa perde di fascino. forse allora non bisogna citarla e perfino eccitarla. lasciamola lì. non usiamola. la parola. oppure adoperiamola solo per scandalizzarci della società per poi non fare assolutamente nulla, non muovere un solo dito. tanto l'anima l'abbiamo scossa, ormai. dovere assolto. io la uso tanto bene per parlare, ma la chiudo in soffitta quando dovrei farla urlare.

    non credo che l'anima esista. ma ce ne sarebbe bisogno. dov'è l'ufficio brevetti? ...che m'è venuta un'idea. da dentro.

     

    p. s. un giorno penseremo pure a salvarla.

    April 26

    pari

    ognuno di noi aveva indiscutibilmente ragione su una cosa. una a testa. e in fondo mi va pure bene che sia andata così. anche se, potendo scegliere e col senno di poi, forse preferirei che entrambi ci fossimo sbagliati. va bene così.
     
     
     
    no che non va bene così.
    March 28

    un po' di misticismo

    quel che vedo di dio sono immagini sfocate. quel che sento di dio sono parole sussurrate che quasi nemmeno percepisco.
    forse sono io che sono messo al posto sbagliato. forse è come al cinema, quando ti capita la sfortuna di avere quello più alto che c'è in sala proprio davanti a te che ti impalla inesorabilmente. basterebbe cambiare posto... ma magari sarebbe lo stesso. oppure lo spettacolo è proprio così. per intuizione, per immaginazione. o per illusione?
    quel che so di dio è che non è dicendo che c'è che esiste davvero.
    February 07

    la collina


    sono arrivato fin qui con le mie gambe,
    perso l'autobus, persi i taxi,
    sempre in salita. un piede avanti all'altro,
    è così che faccio.
    non mi inquieta la collina di cui non vedo fine.
    erba sul ciglio della strada, un albero che fa risuonare
    le foglie nere. e allora?
    più cammino, più mi allontano da tutto.
    un piede avanti all'altro. passano le ore.
    un piede avanti all'altro. passano gli anni. 
    i colori dell'arrivo sbiadiscono. 
    è così che faccio.
     
    mark strand
     
    una delle più belle poesie che io abbia letto nell'ultimo periodo. riesce a sintetizzare tutto quello che sento. sensazioni e convinzioni. la prima frase è quella che mi folgora ogni volta che la leggo. ovunque io sia ci sono arrivato con le mie gambe e che sia merito o distrazione o caso o una strada trovata cercandone un'altra, è sempre con le mie gambe che ci sono arrivato. è così che faccio.
     
    ... non mi inquieta la collina di cui non vedo la fine.
    February 06

    robin e la cicatrice

    vorrei che queste parole non le leggesse nessuno, ma voglio lasciare un segno su questo blog.
    andiamo al dunque. oggi abbiamo dovuto sopprimere robin (femmina, a dispetto del nome). le scene di una vita vissuta insieme sono più forti di quell'ago che è stato il suo punto e basta. e come per tante altre cose, anche se alla fine è il dolore quello che resta, rimangono pure, intensi allo stesso modo, i giochi, le corse, lei dentro lo zaino quando con cinzia l'abbiamo "trovata", i campeggi tutti insieme, le passeggiate la sera, il vomito nella macchina di giovanni (no, quello materialmente è andato via!) e veramente tanto altro.
    ma una cosa ho notato una cosa oggi. sulla mano destra ho una cicatrice di un morso di robin. non era un morso cattivo, la rimproveravo e si è sentita minacciata. aveva paura e ha ragito. poteva staccarmi una mano, ho un segno quasi invisibile. ma ho un segno, una cicatrice appunto. e sono le cicatrici che lasciano i segni ed è un bene che ci siano. ci ricordano che abbiamo lottato per qualche cosa. i graffi passano e si dimenticano. ma se la pelle si lacera per amore, per rabbia, per stupidità allora è bene non dimenticarlo.
    nessun risultato si ottiene senza dolore. ma non sempre col dolore si ottengono risultati.
    un'altra cosa. oggi ho capito che robin era una mia amica. e lo è sempre stata. è ancora qui, come tutti i veri amici.
    January 30

    cose da non fare

    non bisognerebbe mai scrivere niente quando si hanno in testa tante idee. infatti... approfitto del momento per scrivere. niente.
     
    December 09

    al bar

    mi chiedo come sia possibile che, per quanto ci si metta d'impegno per fare bene, i risultati sono sempre gli stessi. e cioè pessimi.
     
    dalla finestra della mia stanza si vede un bar. mi piace guardare la gente che entra ed esce da lì. immagino di essere ognuno di loro. piccoli dettagli mi dicono ad esempio che quello con la sciarpa già a fine settembre potrebbe essere uno di quelli che ama le crociere, con le loro tappe prefissate e gli orari da rispettare, mentre la donna che entra nel bar sempre sola ed esce da questo sempre con uno diverso, provabilmente è una grande lettrice di poesie.
    oggi sono roberto. o almeno questo è il nome che gli ho dato io. roberto porta sempre un berrettino rosso che gli copre la testa fin quasi al naso.
    ho scelto il bar per evitare di restare a casa a bere. bevo al bar, ed è del tutto diverso. a casa non c'è nessuno che ti ignora (se vivi da solo. sennò qualcuno lo trovi), al bar invece c'è un sacco di gente che passa indifferente e che puoi osservare anche con un solo occhio buttato lì ogni tanto. tutto immancabilmente in stile "ti sarò riconoscente per l'eternità se eviterai di rivolgermi la parola". e così accumuliamo debiti di riconoscenza con l'umanità intera, ma tutto da pagare in una vita che non c'è. a volte porto una piccola bottiglia da casa, così rabbocco un po' ogni tanto, considerando che un bicchiere di paddy costa 5euro. certo, lo mischio con quel che capita, ma chi beve non gusta certo quello che beve. sarei capace di bere anche la sprite, se questa mi bruciasse un po' gli intestini o quel che incontra per primo.
    lo so. state aspettando che io vi dica il motivo per cui bevo. vivete dell'esperienze degli altri, eh?! solo un bicchierino dopo cena o a natale dopo il cotechino?
    chi beve non ha motivi, ha alibi. è come vivere. non c'è nessuno che vive per un motivo, ma ha l'alibi dell'essere ancora vivo per non morire. e così, un bicchiere dopo l'altro, un giorno dopo l'altro, ti ritrovi malato (perché bere non è un vizio, è una malattia) di alcol o di vita.
    io spero di guarire prima o poi. di quale malattia non importa.
    ora vado via. tiro giù il berretto finché posso, così non dò a quel guardone rompi coglioni alla finestra di fronte al bar la possibilità di guardarmi in faccia.
     
     
    December 01

    qualcosa tintinna

    qualcosa tintinna
    nel vuoto, qualcosa
    si è rotto.
    il filo rovente
    che spento oscilla
    non vedi
    ma senti
    e un ronzio
    si ostina se scuoto
    nel buio
    quel filo che più
    non brilla e che fu
    tuo, mio.
     
    (franco fortini da poesie inedite)
     
    November 29

    metamorfosi

    in questi giorni mi capita di ripensare ad un sogno fatto qualche notte fa. è buffo come certe persone tornino senza preavviso (anche se forse sono sempre state qua).
    due figure, fondamentali e marginali allo stesso tempo nella mia vita. erano lì, sui gradini all'entrata di una casa che non conosco. in quel momento sapevo fosse solo (solo... come se fosse poco) un sogno, ma godevo comunque della loro compagnia. poi ci siam detti delle cose.
    la cosa drammatica è come un bel sogno possa diventare un incubo. la consapevolezza di non avere nessuno con cui parlarne, anzi, nessuno a cui raccontarlo perché sai e senti che non sapresti farti capire, è lacerante. so che la solitudine è un immutabile stato di fatto e qualsiasi momento in cui proviamo qualcosa di diverso è solo un'illusione. tant'è che voglio accettare questa metamorfosi, da sogno consolatore ad incubo del reale come qualcosa che somiglia tanto ad uno specchio. chissà, magari ne ho rotto qualcuno di troppo.
    October 31

    citazioni

    è vero. ha ragione lui. siamo la generazione del copia-incolla. non che ci sia tanto di male e poi un po' tutti l'abbiamo fatto almeno una volta in maniera più o meno volontaria. ma non vorrei vivere di citazioni, aforismi, belle frasi. l'ho fatto, l'ho fatto tanto spesso che certe frasi le ho fatte mie, come se fossero state i frutti di questo albero sempre così spoglio. è come attaccare una mela in un melo a febbraio... magari non ci sta nemmeno bene, guardandolo.
    l'altra notte, sulla salerno reggio, stavo per mettere sotto un cane. ho avuto riflessi buoni (una delle poche cose decenti che mi restano e di cui vado apertamente orgoglioso...) e l'ho evitato proprio all'ultimo istante. ho pensato tanto a quel cane. magari l'ha preso in pieno la macchina dietro la mia. però a me andava bene così, in fondo volevo soltanto non essere io il carnefice. un attimo dopo lo immaginavo tornare indietro, verso le campagne al bordo della strada.
    non credo sia importante quello che facciamo (a volte bastano i soldi per FARE qualcosa, a volte per tutto l'amore che possiamo mettere nelle nostre imprese nessuna riesce bene), ma il modo in cui ci battiamo.
    mi viene in mente una citazione, ma me (a me!) la risparmio.
    October 27

    andiamo avanti

    a volte capita di rimanere delusi da qualcuno. ma poi ci si accorge che la delusione è disattesa di qualcosa... ma io non mi aspettavo niente in fondo. perché niente è quello che certa gente può darti. alla fine ho avuto quello che mi aspettavo: niente. quindi nessuna delusione.
    è colpa di quel fottuto ottimismo che mi resta attaccato alla schiena con la morsa stretta e ferma di un rottweiler e che fa capolino (così, per gioco) proprio quando non dovrebbe. "diamogli ancora una possibilità" mi dice... "è ancora possibile", rispondo io. cedendo alle sue convinzioni. idiota.
    ho visto lacrime finte, parole vuote e musica che non sa dire più niente. la birra però era buona. si chiude un capitolo, uno di quelli che potevano dire qualcosa ma che è stato curato solo nella forma.
    dico sempre che tendo a tenere il meglio dalle cose. per una volta non sarà così.
    ultima cosa: sarebbe stato peggio non scrivere niente, sarebbe stato un atto di indifferenza. anche in questo non siamo uguali. saluti.
    September 30

    alice lì

    il fante di picche disse ad alice: "il re rosso sta sognando, indovina un po' cosa sogna"
    e alice rispose: "nessuno può immaginarlo. non si può mica sapere"
    "sta sognando di te. e sai dove sarai tu quando il re rosso si sveglierà?"
     "immagino qui dove mi trovo adesso"
    "no. non ci sarai più. perché tu esisti soltanto quando il re rosso ti sogna".
     
     
    e tu sei il sogno di chi?
    September 02

    le cose

    sembra che le cose non si possano risolvere, o forse non si possono risolvere ora, o forse ci vuole del tempo, o forse il  tempo non esiste. o forse si sono già risolte e non lo sappiamo.
    August 31

    con confusione

    la domanda è: "ma bisogna farsi certe domande?"
    non sarebbe meglio rinunciare a certe risposte? che te ne fai poi delle risposte?
    finché c'è qualcosa da cercare va tutto bene. ti svegli agitato ogni mattina, dieci minuti ti sembrano un anno e guardi gli altri come se non dovessero esser lì. aspetti e aspetti. aspetti di trovare una via. anche una via sbagliata va bene.
    ho ormai la certezza che l'alba è più bella del tramonto. un tramonto te lo ritrovi anche quando torni a casa dal supermercato. l'alba no, l'alba te la devi conquistare.
    July 26

    già...

    la vita non è fatta di scelte, ma di rinunce.
    July 03

    betancourt

    hanno liberato la betancourt... sono veramente felice. nessun'altra parola.
    vado a dormire contento. ogni tanto ci sta!
    June 25

    comizi d'amore

     
     
     

    ma davvero agli uomini interessa qualcos’altro che vivere?

    tonino e graziella si sposano. del loro amore essi sanno soltanto che è amore. dei loro futuri figli sanno soltanto che saranno figli. è soprattutto quando è lieta e innocente che la vita non ha pietà. due ragazzi italiani si sposano. e in questo loro giorno tutto il male e tutto il bene precedenti ad essi sembrano annullarsi come il ricordo della tempesta nella pace.

    ogni diritto è crudele. ed essi, esercitando il proprio diritto ad essere ciò che furono i loro padri e le loro madri, non fanno altro che confermare, cari come sono alla vita, la lietezza e l’innocenza della vita. così la conoscenza del male e del bene e la storia, che non è né lieta né innocente, si trova sempre di fronte a questa spietata smemoratezza di chi vive, alla sua sovrana umiltà. tonino e graziella si sposano, e chi sa tace di fronte alla loro grazia che non vuole sapere. e invece il silenzio è colpevole. e l’augurio a tonino e graziella sia: al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore.

     

    pier paolo pasolini – comizi d’amore

     

     

    più che sentire credo conti capire. tutto qui.

    June 13

    parliamo

    è bello parlare. magari è bello anche litigare o non capirsi. aiuta a capire che c'è voglia di chiarire quello che non si è riuscito a dire o si è detto in malo modo.
    poi si parla di viaggi, cucina, cuscini, ombre e luci, termosifoni, sfumature e stencil, palloncini, sottilette. si parla.
    sì, sì. si parla anche in silenzio. e lì nascono i dialoghi più costruttivi. si arriva a parlare, addirittura, anche di amore. ssshhh...
    certo, si riesce pure a non dire niente in silenzio o parlando o addirittura urlando.
    potrei ora scrivere qui quello che vorrei. ma sarebbero parole e io non ne avrei niente. e le richieste non mi piacciono.
    c'era un bambino che piangeva, era sotto un albero di fichi. piangeva. voleva un fico. voleva che cadesse per poterlo raccogliere. il fico seccò prima che lui capisse che doveva solo alzare una mano.
    June 03

    il movimento dei colori.

    i colori delle cose si spostano.
    un albero che ieri era verde oggi è giallo. una coperta rossa è diventata di un rosa pallido che non bisognerebbe definire. i tuoi occhi non sanno più di terra mescolata dalla pioggia, ma di quella vittima del sole d'agosto.
    ci sono colori che lasciano la loro scia nei nostri occhi, scia che vediamo solo se non ci facciamo abbagliare.
    come quelli di una stella che cade. quella stessa stella che cerca di aggrapparsi da qualche parte, ma non trova nessun appiglio. e allora ha la conferma, ma tanto lo sapeva già, che è sempre stata lì, da sola, persa in un cielo buio.